Benvenuto nel mio blog!

... Certo mi chiedo perché proprio io dovrei fornire chiavi di lettura ad altri.
In fin dei conti anche Ligabue dice che sappiamo benissimo sbagliare da soli.
La risposta è che io faccio solo da traduttore, da legamento, da lievito.
Porgo materiale in continua evoluzione.
.....
Metto a disposizione strumenti da portare via e non da noleggiare.
Per il resto provo e riprovo io stesso.

VIDEO!!!!

venerdì 10 luglio 2009

Se non vi fidate di voi di chi vi fiderete?


Ho messo insieme alcune regole che potrebbero aiutarvi se appartenete a quella categoria che abitualmente boicotta se stessi:

1. Non parlare mai male di te stesso.

2. Non attaccare ciò che fai. Se non ti piace cambialo, ma non attaccarlo.

3. Usa un vocabolario positivo circa le cose che fai o che farai.

4. Impara a farti ascoltare: tutto ciò che otterrai avverrà attraverso la comunicazione.

5. Fidati del tuo sesto senso e di chi credi ti ami veramente.

6. Sei il capo. I problemi si fermano alla tua scrivania. Se non impari cose nuove sei morto. Impara.

7. Mollare un’impresa in cui ti sei imbarcato non è necessariamente sinonimo di fallimento. Lo è solo se molli per risolvere lo stress del momento attuale. Non lo è se lo fai perché sulla lunga distanza l’insuccesso è sicuro o non te la senti di pagare il conto.

8. Nessuno ti tormenta: l’unico eventuale carnefice di te stesso potresti essere tu. Licenziati.

9
. Le alternative si cercano quando non si ha il problema di cercare alternative. Quando il problema arriva è troppo tardi. Panico e stress ti faranno prendere cattive decisioni. Anticipa la ricerca e lo studio di alternative. I risultati saranno di gran lunga migliori.

10
. Molla quello che non ti interessa, non riuscirai a fare tutto.
Puoi fare ed essere quasi tutto. Credimi: quasi tutto.
Non è facile demagogia o motivazione da manualetto americano: per questo aggiungo “quasi”.
Ma la leva per aumentare la portata del tuo fiume, quando senti che le energie devono fluire in abbondanza, si chiama “fede”.

Io ho avuto fede in un progetto lavorativo che mi portava verso un’azienda che stimavo e che mi appassionava.
Eppure il mio primo lavoro doveva essere quello di vendere software per le amministrazioni pubbliche.
Mollato.
E, riconcentrato sullo scopo, mi sono buttato nel tessile.
Poi una sbandata, e vendevo condizionatori.
Mollato. La fede mi portava nuovamente verso quel progetto.
E finalmente, dopo decine di curriculum, passaparola, networking, chilometri, ho avuto una chance.
Magari piccola, ma una chance di entrare in contatto con quel mondo a cui ambivo. Non sono entrato dalla porta principale con molti onori.
Anzi , ricordo la frase prima della firma del contratto: “Sappi che qui non diventerai mai dirigente”.
Ma la fede mi diceva che stavo remunerando la mia passione e che nel lungo termine avrei vinto la scommessa.
Nel breve lo stress mi diceva di mollare.
Ma, come scritto, mai mollare perché non si sopporta lo stress a breve. Molla se non sopporti lo stress a lungo, se non ci vedi il senso.
La mia scommessa è vinta. E potrei anche fermarmi qui.
Ma intanto altri progetti affiancano i vecchi e rinfrescano la passione.
Non c’è nulla di nuovo in quello che vi dico.
Non c’è nulla di speciale nelle parole che leggete.
Allora decidete.
Se non vi fidate di voi, di chi vi fiderete?

mercoledì 1 luglio 2009

7° Meeting Agenti Gruppo Mastrotto


domenica 28 giugno 2009

Oggi ho incontrato tre persone...


Oggi sono stato fortunato come al solito.


Oggi ho incontrato Jenny.
Jenny che trema quando ti parla dall’incerto dei suoi venticinque anni e niente diploma..
Jenny che dopo tante rogne ha trovato il coraggio di rimettere tutto in discussione.
Jenny che cerca di trovare il suo posto nel mondo e si dimette da un posto di lavoro che non le dà nulla se non la psoriasi e un gonfiore addominale.
Mi dice che nessuno le ha insegnato nulla.
Che non sapeva che avrebbe trovato gente di traverso, colleghe invidiose della sua bella figura, capi sbattuti dalla crisi e poco sensibili alla sua necessità di trovare un perché al lavoro, alla fatica, alla responsabilità.
Non ha avuto maestri Jenny.
Non ha avuto avvertimenti.
E così oggi ha raccolto il coraggio a quattromani e ha detto addio al posto fisso.
Il cuore e la pancia le dicevano che non era il suo.
Jenny studia la sera, lavora il fine settimana in palestra e al bar per avere un piano B che le salvi la dignità.
Jenny non si lamenta se non per il fatto di non essere ancora preparata ad affrontare il mondo che è come è.
Mi sorride dolce mentre mi dice che adesso si sente forte e che non ha più la psoriasi.
Buon segno.
Io sorrido dentro e fuori e, oltre ai pochi piccoli consigli che le posso dare, prego per lei.
Che ha fatto una scelta dura ma giusta che non so se potrà sopportare sul breve.
Oggi ho incontrato Alberto…o meglio Abdullah in arabo…un uomo nato in Marocco.
Che vive in Italia da tanti anni.
Abdullah è un imprenditore.
Bravo come tanti imprenditori italiani ma con un paio di zavorre.
Il colore della pelle.
L’accento francese.
Un italiano non perfetto e misto a tante parole di veneto.
Mi racconta dei suoi progetti, degli acquisti, delle vendite.
Dei suoi figli nati qui e che ora a diciotto anni non ne vogliono sapere di andare in vacanza in Marocco.
Gli hanno detto che loro non sono marocchini, che non parlano arabo e che lì sono troppo indietro per capirli.
Abdullah sorride mite.
Ha dovuto diventare mite e dà del lei a tutti, ostinatamente, anche dopo vent’anni che ti conosce.
Anche se sei un bambino di otto anni, Abdullah ti da del lei.
Ha capito che qui parte da sotto la media.
Abdullah ha sempre i soldi in contanti pronti.
La prova che lui è affidabile.
Che è responsabile.
Altro che pagamenti a 240 giorni fine mese.
Abdullah per essere solo ascoltato deve sempre pagare tutto prima e prima di tutti.
Abdullah lo fà sorridendo.
Lui non può essere triste altrimenti la gente si insospettisce.
Oggi ho incontrato Graziano.
Graziano mi ha chiesto di trovargli un lavoro come vuole lui.
Io non ho un lavoro per Graziano come vuole lui.
Ho sparso la voce ma i tempi richiedono tempo, più di quello che si chiedeva un tempo.
Graziano si è arrabbiato con me.
Si è arrabbiato con i miei libri.
Si è arrabbiato con gli “ottimisti di merda” che parlano così perché stanno bene.
Graziano mi ha augurato un sacco di brutte cose.
Graziano rimane senza lavoro ma con un grosso peso sull’anima e sullo stomaco.
Non ho risposto.
Non ho risposte da supermercato purtroppo.
Nessuno ha risposte pret-a-porter per rispondere ad un problema che nasce da dentro il cervello.
Io a Graziano ho sorriso.
Ho sorriso a Jenny ad Abdullah e poi ho sorriso a Graziano.
Non potevo fare diversamente.
Anzi, forse è proprio la situazione che aveva più bisogno di un sorriso.
Non ho nulla da dire a Graziano purtroppo.
Non ho nulla che possa farlo stare meglio.
Graziano ha già deciso e sono troppo vecchio per non sapere che per chi ha già deciso non si può fare nulla.
Nessuno può fare nulla .
Forse conoscere Jenny.
Forse lavorare con Abdullah.
Forse proprio niente potrà aiutarlo, nemmeno sé stesso se prima non accetterà il fatto che il mondo ti ritorna ciò che gli dai.
Oggi ho conosciuto tre persone e forse erano solo gli specchi di una sola.
Come sempre c’è tanto da imparare.
Più di quanto ci sia da insegnare
.
Un'altra giornata vera.

giovedì 25 giugno 2009

Sei invitato Venerdì 3 Luglio 2009 alle ore 19.00....




Presentazione del volume:
Diego Morlin
TRACCE DI UN ARCHITETTO

Alla serata parteciperanno:
Alberto Brazzale - Editore
Sebastiano Zanolli - Manager e scrittore
Amerigo Restucci - Università IUAV di Venezia
La serata sarà coordinata da Bruno Cera, giornalista del Gazzettino.
Al termine della presentazione ci sarà un piccolo buffet.

L'arch. Diego Morlin al termine di un ciclo di esperienze di ricerca e progettuali, rivolte alla scoperta di nuovi linguaggi architettonici e sviluppo di soluzioni eco compatibili, ha ritenuto opportuno raccogliere idee, progetti, proposte, concorsi, in un volume di 180 pagine.
Nello specifico trattasi di 18 progetti ideati e "realizzati" dal 2005 al 2009, illustrati dal loro stato embrionale, con appunti e schizzi, passando attraverso i modellini tridimensionali e rendering sino a giungere allo stato esecutivo ed alla conseguente realizzazione.
I testi sono curati dal Dott. Sebastiano Zanolli e dal Prof. Amerigo Restucci..

mercoledì 24 giugno 2009

Da :www.hcp34.it


Strumenti per fare la grande differenza, del libro di Sebastiano Zanolli, manager carismatico e brillante scrittore, posso solamente scriverne bene. E per tanti motivi. Mi è piaciuto il suo approccio professionale, dove i sentimenti non sono annientati. Apprezzo il suo realismo ed il modo concreto con cui interpreta le evoluzioni della vita. Ammiro l'idea di condividere teorie gestionali efficaci, di valore perché sono state sperimentate dallo stesso autore....continua http://www.hcp34.it/?p=660